L’ingegneria delle storie – Il soggetto

Hai creato un personaggio, e ora te lo trovi in piedi di fronte a te. Lo guardi. Aspetti che si muova, o che almeno batta le palpebre, ma invece se ne sta lì, immobile. Sei tentato di urlargli un michelangiolesco “Perché non parli?”, ma non servirebbe a nulla. La colpa della sua immobilità è soltanto tua. Finché non deciderai il soggetto della trama, lui rimarrà fermo. Per cui ti consiglio di sederti al tuo tavolo di lavoro, afferrare il grande pulsante rosso, e osservare di nuovo il pannello di controllo dedicato ai parametri della trama.

Travel Light, Live Light, Spread The Light, Be The LightIn fase di progettazione, il soggetto è un riassunto di una o due pagine che contiene tutte le azioni compiute dai personaggi durante l’arco narrativo. Non comprende la struttura della storia, né alcun tipo di indicazione sulla voce narrante o sul punto di vista. Solo azioni, in ordine cronologico, esposte in maniera sintetica, con particolare riguardo agli snodi narrativi essenziali. Il soggetto è un parametro fondamentale all’interno del progetto storia. Bisogna settarlo con molta cura, e per riuscirci al meglio devi partire dall’idea.

Usando una simbologia tradizionale (per non dire scontata), l’idea è una lampadina: illumina il mondo che ti circonda, e ti permette di osservarlo sotto una luce diversa. A volte è tanto potente da garantirti rivelazioni esistenziali, altre volte è solo un lumicino capace di creare ombre indistinte. Qualsiasi sia il suo voltaggio, tuttavia, non puoi comprare questa lampadina al supermercato, e nemmeno in ferramenta.

Puoi trovare idee affacciandoti dalla finestra, correndo in spiaggia, camminando nel bosco o giocando con la Playstation. Sono ovunque: si nascondono, e poi spuntano fuori all’improvviso. Afferrarle ti sembrerà complicato, ma è solo questione di pratica. Come dice Terry Brooks in A volte la magia funziona, basta lasciar correre la mente.

Dove prendo le idee? Soprattutto dalle domande che mi rivolgo e dalle risposte che mi do. Considerando le varie possibilità e chiedendomi dove possono portare. Lasciando correre la mente e poi esaminando con attenzione tutto ciò che incontro. Non è semplice riflessione, si tratta piuttosto di sognare a occhi aperti.

Be The LightTrovata l’idea, devi inquadrare la Domanda Drammaturgica Principale. David Harris Ebenbach nel saggio Mettere a fuoco la trama (contenuto all’interno del volume Lezioni di scrittura creativa curato dal Gotham Writers’ Workshop) la definisce così:

Questa domanda – spesso conosciuta come Domanda Drammaturgica Principale – è generalmente una domanda secca a cui si può rispondere sì o no, e che trova risposta solo alla fine della storia. Brian troverà un lavoro? Jamie e Anna andranno a vivere in appartamenti separati? […] La domanda è collegata all’intero universo narrativo, e scaturisce dalla relazione tra tre elementi: il protagonista, il suo obiettivo e l’ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo.

Nell’articolo precedente ho parlato delle esigenze drammatiche dei personaggi, cioè delle motivazioni che li spingono all’azione e di conseguenza al cambiamento. L’azione giustifica la trasformazione del protagonista, e non esiste azione senza conflitto. L’esigenza drammatica deve scontrarsi con degli ostacoli, che possono essere esterni (un antagonista, una montagna da scalare, il fato avverso) o interiori (l’insicurezza, la paura, la depressione). I primi garantiscono adrenalina, i secondi profondità emozionale. Sono molto diversi ma non si escludono a vicenda, anzi capita spesso che siano presenti contemporaneamente: pensa a un soldato alle prese con dilemmi morali durante una guerra, o a una ragazza che deve vincere la timidezza per dimostrare il suo valore professionale al capo maschilista.

Connettendo lo sviluppo del protagonista con i conflitti da superare, la Domanda Drammaturgica Principale permette di delineare le azioni dei personaggi e di far emergere, quindi, il soggetto della storia. Quest’ultimo, come detto in apertura, deve evidenziare gli snodi narrativi della trama, ed è molto utile sia come materiale di presentazione del progetto, che come supporto in fase di scrittura.

Light HarvestA questo punto nasce il dilemma: sei costretto a decidere tutti i dettagli della trama prima di iniziare a scrivere? La risposta devi trovarla da solo. Ci sono autori che senza uno schema da seguire si sentono persi nella pagina bianca, e altri che percepiscono lo schema come una gabbia alla loro immaginazione. Prova, esercitati, sperimenta, e alla fine capirai quale sia il metodo a te più funzionale.

Ora che hai un quadro più preciso delle variabili che influenzano il settaggio del parametro soggetto, rimane da affrontare un ultimo quesito: di cosa devi parlare nelle tue storie? Il comandamento scolpito nella pietra dal dio dei corsi di scrittura creativa è: scrivi ciò che sai. Monito rispettabile, ma solo se preso nella sua accezione più ampia, e cioè scrivi ciò che ti appassiona. Se ti discosti dall’ambito del tuo lavoro o da quello del tuo percorso di studi, dovrai fare ricerche, leggere saggi, intervistare qualche esperto. Ci vorrà tempo, costanza, magari anche soldi, e sarà faticoso. Ma se sarai spinto dalla passione verso quell’argomento, tutto questo lavoro di preparazione sarà soprattutto entusiasmante.

Per cui, come scrive Stephen King su On Writing:

Scrivete quello che vi piace, quindi infondetegli un’anima e rendetelo inimitabile aggiungendovi la vostra personale conoscenza di vita, amicizia, rapporti umani, sesso e lavoro. Specialmente lavoro. Alla gente piace leggere di lavoro. Dio solo sa perché, ma è così.

Ho cercato di riassumere tutto quello che so sulla costruzione del soggetto, e spero sia stato utile. Come di consueto ti invito a lasciare la tua testimonianza nei commenti qui sotto, su Wattpad, o sulla mia pagina Facebook: tu dove trovi queste benedette lampadine?

Nel prossimo articolo parleremo dell’ambientazione, ma nel frattempo…

HopEnjoY

Foto di Joel Robison

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Bibliografia

A volte la magia funziona, di Terry Brooks – Mondadori, 2003
Lezioni di scrittura creativa, del Gotham Writers’ Workshop – Dino Audino Editore, 2005
On Writing, di Stephen King – Sperling e Kupfer, 2001 – Frassinelli, 2015

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